Supponiamo che siano disponibili conteggi o stime della popolazione (si veda
il paragrafo 1.2) in stagioni successive:
,
,
, ecc. È possibile allora stimare
.
Essendo infatti
, grazie ad una trasformazione
logaritmica di entrambi i membri dell'equazione, si ottiene:
Questa non è altro che l'equazione di una retta del tipo:
dove il tempo
è la variabile indipendente (
), il logaritmo del numero
di individui nella stagione
la variabile dipendente (
), il logaritmo di
il coefficiente angolare della retta (
) e il logaritmo
del numero iniziale l'intercetta della retta (
). Nella Fig. 2.5 è
riportato, su un grafico in scala semi-logaritmica (avente cioè il
tempo
in ascissa e il logaritmo di
in ordinata) l'andamento
nel tempo del numero di cavallette a partire da una popolazione iniziale di
100 individui, cioè i numeri di Fig. 2.7. Dalla Fig. 2.5 si ricava che l'andamento nel tempo
del logaritmo di tali abbondanze è proprio descritto da una retta di pendenza
.
I dati di Fig. 2.7 non sono però reali, ma sono
stati generati dal modello malthusiano. Nella realtà, i dati sono affetti da errori di misura e il modello
malthusiano è solo una descrizione approssimata della dinamica
di popolazione. Non ci dobbiamo dunque aspettare che i dati allineino esattamente su una retta, ma
solo che i punti costituiscano una ``nuvola'' di forma allungata che può
ben essere approssimata da una retta.
Figura 2.5:
Andamento dell'abbondanza di cavallette nel tempo in scala semi-logaritmica.
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![\includegraphics[width=0.8\linewidth]{log_cavallette.eps}](img78.png) |
La pendenza di questa retta può allora essere stimata attraverso uno dei
tradizionali metodi di regressione lineare (come i minimi quadrati) ormai
disponibili in tutti i pacchetti statistici funzionanti su PC e nei fogli
elettronici commerciali più diffusi. Tale pendenza costituisce una stima
di
. Anche solo attraverso una semplice
calcolatrice tascabile (purché abbia le funzioni logaritmo ed
esponenziale), si può procedere manualmente in questo modo:
- si calcola il logaritmo di
nei vari istanti di osservazione
;
- si riportano i dati su un grafico avente le stagioni
in ascissa e
in ordinata;
- si disegna ad occhio la retta interpolante (quella che cioè meglio
approssima i dati);
- si individuano le ordinate (
e
) e le ascisse (
e
di due punti appartenenti a tale retta;
- si calcola una stima del tasso finito di crescita come:
Non possiamo aspettarci naturalmente che la stima del tasso finito di
crescita fatta ad occhio sia rigorosa, ma è un esercizio utile che si
consiglia di fare perché permette di avere comunque un'idea del valore
di
. Provate, ad esempio, a utilizzare i dati del problema
1.19 dell'eserciziario riguardanti la crescita dell'elefante di mare in
California.
Renato Casagrandi
2003-12-03